11 aprile 2024

Iskandar Widjaja in trio chiude “L’Altra Anima del Violino” al MdV

Un concerto decisamente fuori dall’ordinario quello andato in scena all’Auditorium del Museo del Violino. A fare i consueti onori di casa Roberto Codazzi, direttore artistico della stagione, che ha presentato l’evento oltre che il preziosissimo strumento opera di Stradivari suonato in concerto. Nell’ovale Iskandar Widjaja in trio con il suo Stradivari Stephens 1690, il contrabbassista Paul Kleber e il pianista Friedrich Wengler. In programma un viaggio attraverso i secoli che ha unito le armonie serrate di Paganini al pop di Ed Sheeran in una crasi apprezzata dal pubblico in sala, partecipe nonostante le molte poltrone vuote. Widjaja suona e canta, portando la sua energia anche nelle pagine da lui stesso composte. Diverse le hit evocate dalle composizioni del violinista che sembra aver preso ben più di qualche spunto da alcuni grandi successi. Curioso l’esperimento di unire l’ultimo tempo della 9ª sinfonia di Beethoven ad un accompagnamento “moderno”, ma alla fine del concerto le concatenazioni armoniche sono risultate un po’ ripetitive. I brani del giovane artista hanno, forse per una voluta orecchiabilità, giocato o con il tetracordo discendente o con l’altro consueto giro armonico utilizzato in Perfect e duplicato numerose volte. Buono l’assieme con pianoforte e contrabbasso che, nonostante il parco uso delle dinamiche, è risultato efficace. Dopo Mercy di Max Richter e Hip Hop Symphony di Christian Sinding il pubblico si è congedato fra gli applausi dall’ultimo appuntamento dell’edizione 2024 de l’Altra Anima del Violino
foto Gianpaolo Guarneri/Studio B12

l.b.


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