10 aprile 2024

Pm10, Cremona peggio di Milano. Nei primi tre mesi del 2024 sotto il Torrazzo si è già superato il limite di 35 giorni annui di aria tossica fissati dall'Unione Europea

Alla conclusione del primo trimestre del 2024, i dati forniti da ARPA Lombardia sui livelli di particolato sottile (PM10) misurato dalle centraline dei capoluoghi di provincia forniscono un quadro impietoso della qualità dell’aria respirata dai cittadini lombardi. Come riportato da Legambiente nel suo rapporto Mal'Aria, tra gennaio e marzo la concentrazione media di PM10 misurata in 6 capoluoghi su 10 è risultata eccedente il valore soglia (40 mg/mc) indicato dalla norma europea come media annua.

L’aria peggiore si è registrata, nell’ordine, a Monza, Cremona, Brescia, Mantova, Lodi e Milano. Situazione appena migliore solo a Bergamo e Pavia, mentre le città che se la passano un po’ meglio sono quelle pedemontane, di Como, Varese, Sondrio e Lecco. In ogni caso, nessuna di queste città ha fatto registrare valori inferiori a quelli previsti dalla nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che una volta entrata in vigore abbasserà la media annua a 20 mg/mc.

Altrettanto sconsolante è il dato relativo al numero di giorni in cui l’aria è risultata irrespirabile, facendo registrare valori superiori ai 50 mg/mc come media giornaliera. Due capoluoghi – Cremona e Brescia – alla data del 31 marzo hanno già sfondato il limite massimo di 35 giorni di aria irrespirabile all’anno fissato dalla direttiva, mentre altri 4 (nell’ordine: Milano, Monza, Mantova e Lodi) hanno quasi esaurito i giorni di ‘franchigia’ ammessi dalla direttiva. In bilico anche Pavia e Bergamo, per queste due città è improbabile che l’anno si concluda senza il superamento della soglia, mentre le giornate di aria tossica sono decisamente meno per i capoluoghi insubrici e per quello valtellinese. “I dati parlano chiaro: la primavera si apre con un bilancio pesante per la qualità dell’aria che solo la pioggia di queste settimane ha fermato,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Per questo motivo occorre intervenire urgentemente per evitare ai lombardi un altro inverno con emergenza smog. Purtroppo, le misure attuali risultano ormai insufficienti per risolvere il problema. Ripensare le politiche introdotte in questi anni è necessario, ancora di più agire sul comparto che ad oggi, assieme a traffico e riscaldamento domestico, incide di più sull’immissione di inquinanti: l’agricoltura della pianura padana.


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti


PierPiero

10 aprile 2024 10:06

E ci si chiede, nuovamente: Virgilio, sodale di Galimberti, difenderà ancora a lungo il progetto scellerato di un mega impianto industriale di biometano alle porte della città?

Stefano

10 aprile 2024 10:38

Si predica bene ma si razzola male. O meglio Arpa e compagnia bella possono dare tutti i dati allarmanti che vogliono, ma poi chi frena l edificazione di progetti che potrebbero nuocere gravemente all 'ambiente? A nessuno di chi comanda pare interessi farlo.

Marco Degli Angeli

10 aprile 2024 11:24

Allora avanti con progetti autostradali che divoreranno ettari di suolo agricolo e modificheranno l'equilibrio idrico dei nostri territori.
Avanti con i tentacoli d'asfalto, cemento e logistiche tanto care al PD cremonese e che stanno stritolando i nostri polmoni e il tessuto socio economico dei piccoli imprenditori.
Avanti con altri impianti di biogas e biometano (come nell'auspicio di Portesani La Qualunque) che spunteranno come funghi in modo diffuso nella nostra provincia.
Avanti con nuovi allevamenti intensivi per incrementare il vivaio delle vacche meritevoli della “walk of fame”, ovvero della Via Lattea di Cremona. Qui non è Hollywood cantavano i Negrita. Infatti ci rimangono da smaltire reflui in grande quantità ....
Avanti con altri progetti di green washing che si perdono per strada monitoraggi ambientali, epidemiologici e le bonifiche.

Anna L. Maramotti Politi

10 aprile 2024 11:59

Le colpe della politica non possono essere taciute. Cremona è diventata così non certo per il solo cambiamento climatico, ma per tutte quelle concessioni fatte senza aver avuto la minima attenzione e cura della popolazione. La continuità politica solo una cosa può assicurare: un continuo peggioramento. Il maquillage dell'ultima ora rende la città molto simile ad un sepolcro imbiancato.