31 luglio 2021

Sindaco denunciato per maltrattamento di animali, l'assessore Pasquali: "In Comune non ci risulta". Ecco qui le carte e le dichiarazioni del legale

E' curioso constatare come, di questi tempi e a diversi livelli, politici e amministratori abbiano una formula standard con cui far fronte a notizie su provvedimenti penali, condanne o denunce che li riguardano. Solitamente la formula è “non ne so niente”, declinata in svariate forme sintattiche. Il concetto, tuttavia, è quello. Basti pensare, per restare a Cremona, al caso della condanna penale per falso in atto pubblico del presidente della Provincia Paolo Mirko Signoroni. Apparsa la notizia sul giornale, tempo fa, Signoroni ha commentato con un laconico: “Assurdo, non ne sapevo niente, sentirò il legale” (qui l'articolo).

Oggi in redazione è pervenuta una lettera dell'assessore comunale all'Ambiente, Simona Pasquali, che abbiamo pubblicato e nella quale l'assessore replica al consigliere di Fratelli d'Italia Marcello Ventura, a sua volta intervenuto nei giorni scorsi sulle vicende relative al gattile di via Bissolati (che finirà in via Brescia) e sulla notizia data da Cremona Sera circa la denuncia per maltrattamenti di animali depositata contro il sindaco Galimberti e contro l'Aipo per l'intervento che un anno fa ha spazzato via la colonia felina lungo il Po (qui l'articolo).

Commenta la Pasquali: “Per quanto riguarda la colonia di Lungo Po Europa confermiamo di non aver ricevuto attualmente nessuna denuncia, nel caso, oltre ad essere pronti alla risposta, ci ricorderemo di avvisare il Consigliere Ventura”.

Ma come, assessore? Possibile che di quella denuncia presentata da tre concittadini il 13 ottobre 2020 – oltre otto mesi fa – un assessore non ne sappia niente? L'assessore è senza dubbio in buona fede. Per questo, a suo beneficio, ecco nell'immagine in alto un paio di foto di quella denuncia, di cui Cremona Sera è venuta in possesso nei giorni scorsi. A ulteriore scanso di equivoci e sempre a beneficio dell'assessore, ecco ciò che ci ha raccontato oggi l'avvocato Alessandro Nolli del foro di Brescia, che quella denuncia ha redatto per conto dei tre concittadini e che quella denuncia ha depositato in Procura.

La denuncia c'è eccome e l'ho presentata in Procura – dice l'avvocato Nolli –. E' stato un bel lavoro di squadra con la mia assistente, la dottoressa Michela Lucciolo praticante legale e candidata junior partner dello studio, e ritengo di aver fatto un buon lavoro, dal momento che a Brescia mi occupo spesso di vicende come questa”. “Sono anche io, se così possiamo dire, un gattaro – prosegue Nolli – e assisto abitualmente e gratuitamente chi si rivolge a me per denunciare maltrattamenti su animali”.

Avvocato, come è possibile che l'assessore dichiari di non sapere niente di una querela depositata oltre otto mesi fa?

Può dipendere dai tempi della Procura – replica il legale – ma questo non posso saperlo. Quello che le posso dire è che generalmente quando viene presentata una denuncia, dopo una ventina di giorni, al massimo un mese, il denunciato viene convocato dai Carabinieri per l'elezione di domicilio legale. Da quel momento, chiaramente, viene a conoscenza del fatto che a suo carico è stata presentata una denuncia”.

Ritiene possibile che, essendo la denuncia rivolta al sindaco e al legale rappresentante dell'Aipo, la notifica sia stata fatta solamente a questi soggetti? E che, nel caso del sindaco, questi ne sia a conoscenza ma possa non averne informato la giunta?

Può essere. Sì, questa è una possibilità. Ma di più non posso sapere”, commenta il legale.

IL LEGALE ANDRA' IN PROCURA - “Una cosa le posso però dire sin da ora – conclude l'avvocato Nolli –. La prossima settimana presenterò personalmente alla Procura istanza per l'esercizio dell'azione penale. In altre parole, presenterò un atto formale con il quale chiederò che la Procura proceda sulla base della denuncia a suo tempo depositata”.

La denuncia/querela redatta dall'avvocato Nolli e depositata presso la Procura di Cremona il 13 ottobre dello scorso anno è articolata su undici pagine e due allegati: la documentazione fotografica della colonia felina dopo “lo scempio intervenuto” e le carte relative all'approvazione del progetto esecutivo dell'Aipo per l'intervento alla colonia lungo il Po.

LE ACCUSE - Tra i passaggi più forti dell'atto, quello a pagina 3, in cui si legge che l'intervento effettuato nel luglio del 2020 è stato “una vera e propria macellazione di animali indifesi, che ancora riversa le sue conseguenze sui felini e le altre specie presenti, avendo assistito impotenti alla distruzione violenta del loro habitat”.

"La morte violenta di tutti questi animali - si legge ancora a pagina 3 - (impossibile sapere il numero esatto di cuccioli uccisi) poteva ed andava evitata, organizzando in modo completamente diverso le operazioni, salvaguardando così quell'area e non sottoponendo gli animali ad una morte atroce".

Federico Centenari


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti